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Cappella di San Sebastiano

Cappella di San Sebastiano


E’ il prodotto più tipico della filosofia della devozione e della collocazione delle Cappelle.

In antichità, infatti, il grande sentimento religioso della popolazione di montagna, ispirava anche il posizionamento ed il sito delle costruzioni sacre.

Non è stato pertanto casuale che la Cappella di San Sebastiano sia stata edificata in località “Cappelli”, poiché questa si trovava esattamente ad un punto intermedio, quasi equidistante, tra la località Mongia ed il Capoluogo e la Località Villaro ed il Capoluogo.

Per valutare, quindi, la “logica” dell’ubicazione della Cappella di San Sebastiano, sorta in un’area boschiva, bisogna addentrarsi nella mentalità della gente dell’epoca e nelle consuetudini di allora!

Le località Mongia e Villaro, infatti, erano i due nuclei abitati privi di qualsiasi simbolo sacro: né Cappelle, né “Piloni”!

Erano anche i due poli più lontani dal Capoluogo e dalla Chiesa-Madre-Parrocchiale, per raggiungere la quale, gli abitanti percorrevano, da partenze diverse, dei sentieri di accesso al paese che si congiungevano per la prima volta insieme proprio in quel passo intermedio dinanzi alla Cappella di San Sebastiano.

Lì potevano fare una sosta , recitare una preghiera, dare anche uno sguardo al proprio abitato e ripartire per ultimare l’altra metà del cammino.

Essendo, inoltre, San Sebastiano protettore contro la peste, le Cappelle a lui dedicate un po’ ovunque, venivano abitualmente sistemate all’ingresso del paese.

L’area di località “Cappelli”, e quella adiacente dei “Crosi” si estendono dal torrente Mongia fino a località Borgo e contano una sola cascina (ora semidiroccata) in mezzo ad una vastità di castagneti, di prati, di campi e di boschi.

Era, insomma, nei tempi passati, il territorio agricolo più frequentato dal mondo contadino e una Cappella per un breve intervallo dal duro lavoro di allora ed un poco di raccoglimento, era la soluzione più idonea per un ritrovo occasionale, spontaneo ed affratellante.

Oggi, invece, anche per colpa del generale abbandono della campagna circostante, la Cappella di San Sebastiano risulta la “meno raggiungibile”, la più dimenticata e quella in più grave stato di degrado.